Sognar i suoi occhi
Viver il suo respiro
Cantar la sua presenza
Cosa saper …
In fondo, cosa possiamo amare,
Se esitiamo a cercare,
Qualcosa che non si conosce.
Presto,
In riva al mare,
Insieme alla mia ombra potrò riposare.
Tardi,
In fondo al mare,
Insieme alla mia cenere potrò riposare.
Ora non rimane nulla,
Tranne aver passato una bella e buona…
Il tramonto del sole
Sarà il mio sorriso.
Il calor della luna
Sarà la mia anima.
Tra loro, il mio Amore…
Nemmeno il gemito di sofferenza
Apre la coscienza imperfetta
“ dei grandi “.
E il mondo muore nuovamente,
Sapendo che poche sono le sensazioni
Che arrivano sul fronte de l’umano.
Chissà come potrà limitarsi la loro mano,
Così stupida e metallica
Da trafiggere se stessi perdendo alcun ritegno.
Ogni parola svanisce
Ma le carezze si ricordano,
Oltre l’ occhio, solo con noi amanti,
Anima che confessa può capir
A te, il mio elogio.
Dolce…
Cos’ è se la dolcezza
Non la vedi attraverso lo specchio,
Ti rifiuti di guardare, non aver bisogno amor d’ altri
Quando tu, sei amor per te.
E amor in te scuotono i tuoi occhi
Che allo specchio ti sussurrano…
” guardaci profondamente “
Noi ci siamo, qui con te, a rinfrescar il tuo viso
Che docile vacilla su di una lacrima,
Piangi, sì ma un pianto assai felice
Che ti dona amore, dove vorrai,
Sii per noi il viale del tuo cuore…
Soffia il vento,
Nelle docili mani
Di donne che amano,
Che non consegnano,
Che non demordono,
Ad un amore
Che non squilla al cuore,
Non ancor spento.
Profumano
I tuoi viali a me incantati,
Le strade se pur irruenti
Alle mie abilità,
Le percorro senza paure,
A piedi nudi
Per poter sentir il vero sentiero,
Calpestato, che modella i passi miei.
Profumano
Dimore speziate da me ricercate,
I fumi se pur intensi
Sempre vivi a miei occhi,
Li attraverso senza paure,
A piedi nudi
Per poter sentir il vero sentiero,
Assaporato, che modella i pensieri miei.
Singhiozzar di voci
Strozzan vostre foci,
Immaginar giovane prato
Cui mi trovo,
Ricordar antico passato
Che corpo mio scovo.
Settembre d’autore
Alleviami il dolore
Di ore in giorni
Apri sospiri profondi,
Dove miei peperoncini
Son raccolti vicini.
Conquista la terra ove cammino
Fa sentir le ossa come bambino
Lucida mie corazze
Di menti cantate pazze.
Danzano tre giovani dame
Tra giardini e lussuriose fontane,
Schiamazzi e passi leggeri
Si mischiano con fruscii di vicoli neri.
Danzano tre giovani dame
Nel piacevole peccato del reame,
Dove bisogni e nascosti istinti
Le rendono vere da caratteri variopinti.
Danzano tre giovani dame
Per l’amore dei loro poeti,
Voluminosi e fragili come spineti
Che sol san capir la loro fame.
Ora scendo delicatamente,
Nel piacere delle mie voglie desiderate,
Sono ammaliato dalla pace
Che trova la mia mente,
Dolori, oramai giornate passate
E il cuor mio più non tace…
Fra cammelli e zanzare
Il caldo prosciugherebbe la voglia di tornare,
Anche solo per un momento da dovervi salutare.
Liberi solo quando vogliamo andare
Via via da un nostro mondo migliore,
Basterebbe a dar sì senso a poche ore.
Ma miei giovani soldati
Con piccoli occhi straziati,
Qui tutto si ferma in luoghi viziati.
Siamo foglie,
Quando il vento
Ci chiama.
Siamo pesci,
Quando la corrente
Ci trascina.
Siamo tutti,
Come piccole noci
Quando l’amore
Ci trova.
Nascon
Uccelli in fiore,
Dalla primavera
Che dolcemente suona
Al risveglio …
Del nostro unico strumento.
Come un recipiente,
Capiente d’ immense emozioni
Sussurra la giovine età.
Coglie le nostri vesti
Lasciate da notti d’ amore,
Sprigionando nell’ aria
Profumo di primule,
Raccolte dalla bellezza
Del suo seno in caldi prati.
Respirare e rivivere
Ogni volta la fresca aria,
Che pronuncia in noi
… Sorrisi …
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Se io giocassi con tutto, ” ilpoetabianco “
certo soffrirei meno
ma tanto è il dolore di questa pena,
che in me crea viva coscienza.
Essa mi ha fatto veder
ciò che ho voluto divenir
solo in carta.
Perdonate se con me e voi
non ho saputo aver
sublimi termini
ma sol deboli ideali:
prometto che rimedierò
ovunque…
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